Il Papeete 2 di Conte e Salvini sulla pelle degli italiani

Il governo di unità nazionale è stato fatto fuori dai giochi di palazzo e dalla smania di guadagnare qualche punto percentuale nei sondaggi elettorali. Un governo nato in un momento di emergenza tutt’altro che terminato, fortemente voluto dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella e guidato da una personalità apprezzata a livello mondiale come Mario Draghi. L’irresponsabilità, il cinismo, il bieco calcolo e l’ interesse di bottega sulla pelle degli italiani hanno prevalso e prodotto una crisi che avrà ripercussioni gravissime sin nell’immediato. Una crisi insensata che porta i nomi di Giuseppe Conte e Matteo Salvini, che non hanno nemmeno avuto il coraggio di metterci la faccia e di assumersi la responsabilità di fronte al Paese, facendo uscire dall’aula e ordinando di non votare ai propri rappresentanti eletti da un popolo sovrano calpestato e deriso, e che adesso si rimpallano grottescamente colpe o addirittura si atteggiano a vittime.

Gli italiani devono sapere la verità: è stata una crisi nata sul nulla, perché tutto quanto chiesto dal partito di Conte era già in agenda e il governo ci stava lavorando, come è stato detto chiaramente dal Presidente Draghi nel suo discorso. Chi afferma di non avere avuto risposte, quindi, mente sapendo di mentire. Bisogna crescere e maturare, in politica, e se necessario ammettere che alcune norme vanno migliorate, per farle funzionare meglio nell’interesse dei cittadini e del paese, e non si può continuare ad essere ciechi davanti alle evidenze.

Conte e Salvini sono i principali responsabili di un conto salatissimo che saranno i cittadini a pagare: il possibile mancato raggiungimento degli obiettivi del PNRR, necessari per ottenere entro fine anno quasi 22 miliardi di euro; lo stop del lavoro avviato per le riforme sociali necessarie per colmare marcate disuguaglianze in un quadro economico allarmante, in particolare l’introduzione del salario minimo; l’inflazione galoppante senza la possibilità di contrastarla in maniera efficace; nessun taglio del cuneo fiscale; una corsa affannosa per varare misure di contrasto al caro bollette e agli aumenti della benzina.

Hanno voluto totalmente azzerare l’agenda Draghi, ben sapendo che veniva al tempo stesso pure azzerata la credibilità internazionale dell’Italia, oggi più che mai esposta ai mercati e alle speculazioni. Hanno colpevolmente lasciato e abbandonato le famiglie e le imprese in mezzo a una tempesta terribile, e con una drammatica pandemia ancora in corso.

In una democrazia le elezioni non devono essere mai considerate un problema o un’incognita, e non è certo il confronto vero – e non attraverso sondaggi – con gli elettori che ci spaventa. Ma le vere ragioni, i tempi e i modi di questa sciagurata crisi, con epilogo ancora più desolante, devono essere ben spiegati ai cittadini, perché non è accettabile la beffa della presa in giro, in aggiunta ai gravissimi danni arrecati.

Per quanto mi riguarda, invece, sono felice e orgogliosa di non essere stata complice di questo ennesimo ‘Papeete’ sulla pelle degli italiani.

 

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